Il mio progetto è adatto al Crowdfunding?

Il mio progetto è adatto al Crowdfunding?” Dopo tre round di Crowdfunding per Winelivery, sono molti gli aspiranti o neo-imprenditori che mi pongono questa domanda, un quesito facile, ma al quale non è altrettanto semplice dare una risposta. Ci possiamo provare con un approccio in due fasi:

  1. Capire se il progetto si trova nella fase corretta per fare Crowdfunding.
  2. Analizzare qualitativamente l’idea alla base per comprendere se adatta a raccogliere investimenti attraverso questo particolare strumento.

Veniamo al punto primo: La mia azienda/idea si trova nella fase corretta per fare Crowdfunding?!

L’obiettivo dell’investitore da crowdfunding è un exit a multipli molto elevati. Questa relazione si trova principalmente in aziende che sono alle prime fasi del loro ciclo di vita. Ma non troppo presto, è necessario avere dalla propria parte qualche metrica a supporto così che l’investitore retail possa comprendere facilmente la validità del progetto accettandone il rischio. Ne deriva che le aziende interessate a questo strumento devono essere all’inizio del proprio percorso, possedere un’idea validata dai primi riscontri sul mercato e il crowdfunding dovrebbe rappresentare il primo (o il secondo) round di investimento.

In Italia, a parte qualche rara eccezione, le raccolte tramite Crowdfunding non vanno oltre qualche centinaia di migliaia di euro pertanto scegliere questo strumento quando l’azienda comincia ad avere fatturati importanti potrebbe non essere così interessante e, in caso di insuccesso della campagna, portare ad un danno reputazionale.

Veniamo, invece, alla secondo step: la mia idea è adatta al Crowdfunding?

Per dare una risposta esauriente vi consiglio di leggere il capitolo dedicato al Crowdfunding del libro “Fare Startup in Italia“, qui di seguito provo a sintetizzare brevemente le tre caratteristiche necessarie ad un progetto perché una campagna di Crowdfunding abbia successo:

  • Il progetto non deve essere troppo di frontiera o eccessivamente tecnico;
  • L’idea deve essere semplice: deve essere facile capire come si ottengono i guadagni;
  • Il progetto deve colpire la sfera emotiva dell’investitore trattando tematiche a lui familiari.

Ricordiamoci che l’investitore target tipicamente NON è un investitore professionale, al contrario investe per passione o curiosità. Un’idea vincente, ma troppo complicata o da “addetti ai lavori” potrebbe non suscitare l’empatia necessaria facendo desistere il nostro potenziale investitore.

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Se ti fa piacere approfondire, leggi il mio libro!

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